La potatura curativa

  • Molte conifere (pino nero, pino silvestre, pino domestico, cedro) possono essere attaccati dalla processionaria del pino (Tamautopoea phytiocampa), un lepidottero le cui larve defogliatrici durante il periodo invernale si riparano in gruppi all'interno di "nidi" sericei di colore grigio chiaro nella parte distale dei rami. Eliminando solo la porzione di ramo interessata dal nido, e poi distruggendola con il fuoco, eviteremo il moltiplicarsi delle larve, che hanno tra l'altro la caratteristica di essere ricoperte da peli urticanti.
  • Con le stesse modalità possiamo intervenire anche su alcune caducifoglie (acero americano, gelso) che spesso sono attaccati da un altro lepidottero, la ruga o infantria americana (Ifantria cunea). Unica differenza rispetto alla processionaria è il periodo in cui le sue larve defogliatrici si riparano all'interno dei nidi. Esse presentano infatti una prima generazione all'inizio di giugno e una seconda ad agosto: sono questi i momenti in cui occorre asportare e distruggere i rametti con i nidi.
  • Con il nome generico di cocciniglia si indicano numerose specie di insetti il cui corpo è caratterizzato da uno scudetto protettivo e che parassitizzano un grandissimo numero di piante provocando seri danni. Si nutrono infatti della clorofilla, indebolendo il vegetale ed emettendo una melata zuccherina che imbratta la vegetazione e provoca asfissia e danni ornamentali. Una leggera potatura di diradamento della chioma durante il periodo estivo pennette una maggiore esposizione delle parti vegetali alla luce diretta del sole e riduce notevolmente l'attività dell'insetto che si viene a trovare in una situazione a lui poco favorevole.
  • Le specie appartenenti alla famiglia delle rosacee (biancospino, piracanta, nespolo, sorbo ecc.) sono facilmente attaccabili dal colpo di fuoco (Erwinia amylovora), un batterio contro cui a tutt'oggi non esiste una cura valida. Unico ausilio a nostra disposizione è intervenire precocemente (cioè al primo manifestarsi dell'avversità) con l'eliminazione delle parti vegetali colpite. Occorre quindi tenere piante sotto controllo, pronti a riscontrare gli eventuali sintomi: imbrunimenti fiorali e dell'apice dei rametti, deformazione dei peduncoli, necrosi delle foglie, dei germogli, di parti di corteccia (se il batterio giunge alle radici la pianta muore in pochissimo tempo). I tagli andranno effettuati al di sotto dell'infezione (almeno 50 centimetri) e le parti rimosse dovranno poi essere immediatamente bruciate, mentre le forbici andranno accuratamente disinfettate con sali di ammonio (varechina).

Per mantenere in salute il proprio verde ornamentale, è consigliabile che il giardino venga visitato da un esperto (fitopatologo) almeno due volte l'anno, in autunno e primavera. È infatti in questi periodi che i sintomi di eventuali avversità sono maggiormente riconoscibili. L'individuazione precoce della malattia permette la pronta attuazione di una strategia di difesa e riduce al minimo i danni ornamentali. Per evitare il diffondersi di parassiti e crittogame è infine una buona abitudine eliminare sempre le parti secche dalle piante. Il legno morto rappresenta infatti un vero e proprio focolaio di infezione per diverse specie di funghi che facilmente si trasmetteranno poi ad alberi e arbusti sani. Il periodo migliore per questo tipo di intervento è l'estate, quando le parti secche divengono ben individuabili tra la vegetazione.

Che cose'è la lotta obbligatoria

Alcune avversità sono molto pericolose per la salute delle piante e in alcuni casi possono diventarlo anche per le persone. Per contrastarle in Italia sono in vigore specifici decreti ministeriali di salvaguardia che indicano i controlli e gli interventi obbligatori da porre in atto. Relativamente al settore ornamentale le avversità soggette a controllo sono cinque: cancro colorato del platano o Ceratocystis ftmbriata, colpo di fuoco batterico (pero, meto, Cotoneaster, biancospino, sorbo, Cydonia, piracanta), il virus sharka °Plumpox (pesco, albicocco, ciliegio, susino), la processionaria del pino (pino nero, pino silvestre, pino domestico, cedro), il Matsucoccus feytaudi, insetto che colpisce il pino marittimo. 

 

Testi tratti da Potatura del giardino - alberi, arbusti, cespugli e siepi di Stefano Caroli e Alberto Savini

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